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EVENTI
LIBRI DI TESTO

Mirtilli Morgana, Claudia Boselli e Sonia Beretta hanno visitato moltissime scuole americane tra il 2007 e il 2015 e hanno presentato agli insegnanti il Progetto Ciao.it e Superciao.it, per l'insegnamento della Lingua e della cultura italiana, predisposto per i gradi K-12.
 

L'Equipe sara' nuovamente negli States dal 1 settembre al 20 settembre 2015
 

Chi fosse interessato a una presentazione dei libri: Ciaoit e Superciaoit

o al NUOVO CORSO DI ITALIANO: SUPERCIAOATUTTI

può rivolgersi a:
mirtilli.morgana@studio-arcobaleno.it




VIAGGI IN ITALIA

Studio Arcobaleno srl. - Italia - New York

propone per il 2016 splendidi premi per i viaggi in Italia per studenti, famiglie e gruppi di adulti appassionati dell'Italia.




WORKSHOP - TRAINING - FORMAZIONE

Presso  Iace - NY - Training Superciao a tutti e Progetto K-6
12 settembre 2015
19 settembre 2015

Presso Consolato Generale di NY - Corso di formazione il Teatro a scuola
7 novembre 2015
Los Angeles - Corso di formazione il Teatro a scuola
15 novembre
 
Presso SCUOLA D'ITALIA, NY
1-4 settembre 2015

 
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VACANZE STUDIO

VACANZE STUDIO IN ITALIA

La regina della pietra

Concetta Scaravaglione: un'artista italoamericana di successo

"Ci sono sempre stati degli Scaravaglione che hanno lavorato con le loro mani. Così mi dice mia madre. Fin dall'infanzia creare è stato per me il divertimento più grande. Quando ero giovane facevo scaffali, tavolini e persino delle sedie per le bambole e, cosa di cui ero molto fiera, un carretto espresso su cui correvo su e giù per i marciapiedi affollati del quartiere italiano". Con queste parole Concetta Scaravaglione ricordava la sua infanzia fatta di un continuo movimento e di grande frenesia. "Nel quartiere dove sono nata le strade brulicavano di vita. Nessuno si annoiava. Non riesco a ricordare un secondo della mia vita nel quale non fossi in fermento". Ed è forse proprio nella prorompente voglia di vita che va ritrovato il bandolo della carriera artistica di questa italoamericana nata e vissuta a New York, interessantissima testimonianza di un mondo artistico che ha regalato agli Stati Uniti vari nomi da collezionare nei ricordi.

Concetta nacque nel 1900 e decise ancora piccola di intraprendere la strada artistica, specificatamente quella della scultura. Tornando dalla sua scuola nel Lower East Side di Manhattan annunciò alla famiglia le sue intenzioni gettando nello scompiglio i suoi parenti. Per loro, italiani da poco ambientati nel Nuovo Mondo, quella era una decisione assurda: Concetta era un' italiana del Meridione, e la sua famiglia era appena arrivata negli States; inoltre Concetta era donna e se proprio doveva lavorare, secondo i congiunti, lo avrebbe potuto fare soltanto come dignitosa impiegata di concetto.

Non tutti però si scandalizzarono della scelta di vita della ragazza. Fu infatti uno dei suoi zii a battersi con ogni forza affinché la giovane intraprendesse la strada del proprio talento e a lui Concetta sarebbe rimasta sempre grata: quel parente "anticonformista" permise alla ragazza di ottenere una vera e propria conquista nella storia degli italoamericani e delle donne italiane emigrate.

Ultima di nove fratelli nati quasi tutti nati in Calabria, Concetta non visse lo sradicamento dalla tradizione avita. Per lei le strade del quartiere, tante volte descritte da giornalisti e storici nella loro drammatica confusione, erano la linfa da cui trarre il buonumore, un mondo incantato fatto di musiche, di suoni, di voci e di odori. E tra i mille colori in agrodolce del quartiere, la piccola italiana temperò il suo carattere, che restò sempre temperato sull'ottimismo e sulla sensibilità.

Concetta Scaravaglione, nella sua infanzia, non aveva pensato al mestiere di scultrice come ad una professione durature e remunerativa. Nonostante le ascendenze artistiche familiari, nel clan degli Scaravaglione era ben presente la necessità di adattarsi a un mondo nuovo fatto di professioni umili e la piccola Concetta respirò anche per sé gli umori dell'emigrante.

Ma un' insegnante scolastica intuì con grande acume il talento naturale della bambina e la guidò sapientemente all'iscrizione nelle scuole d'arte, determinando la svolta essenziale nella vita dell'italoamericana.

"Se fossi nata in Italia, non sarei mai diventata scultrice. Le opportunità offertemi dalle scuole americane -gratuite- non le avrei certo incontrate in un paese in Calabria". Con il suo bagaglio di carattere solare la ragazza intraprese così il suo percorso artistico arrivandovi alla sua meta finale non prima di aver superato numerosi ostacoli. Concetta lavorò ad esempio in varie mansioni per pagarsi gli studi alla Art Students League, dopo che la National Academy of Design chiuse la classe speciale di scultura per ragazze (l'italoamericana era l'unica studentessa del corso).

Entrata nella scuola riuscì a vincere una borsa di studio per permettersi una carriera accademica priva di problemi finanziari, ma non dimenticò tutte le sue esperienze lavorative che anzi utilizzò come sprone per il suo lavoro. La ragazza non abdicò mai alla gratitudine verso il suo talento. Si sentì sempre fortunata ad essere artista ed a poter vivere della sua arte e la sua ottimistica visione della vita la guidò in tutte le scelte importanti della vita.

Il successo come artista fu enorme. Concetta fu la prima donna a vincere, a 47 anni, il Prix de Rome dell'American Accademy in Rome e prima di questa onorificenza arrivarono altre soddisfazioni professionali. A 35 anni vinse infatti la Widener Gold Medal alla Pennsylvania Academy of Art and Letters, a 45 anni ottenne una borsa dall'American Academy of Arts and Letters. E tra un premio e l'altro dedicò il suo tempo all'insegnamento. L'italiana infatti, dal 1941 al 1945, tenne un suo corso al Sarah Lawrence University mentre, a partire dal 1952 insegnò per sedici anni scultura al Vasar College. Ma nonostante le soddisfazioni da docente, Concetta Scaravaglione rimase soprattutto un'artista.

Le sue opere sono ampiamente rappresentate nei musei e nelle collezioni americane e la sua scultura è presente, insieme a quelle di altri artisti italiani, nel Triangolo Federale a Washington, l'immenso progetto di costruzione pubblica affidata ad artistici neoclassici e comprendente un complesso di vari edifici (Departments of Commerce, la Interstate Commerce Commission, Departmental Auditorium, Department of Labor, Post Office Department, Bureau of Internal Revenue, Department of Justice, National Archives, Federal Trade Commission ) su poco meno di tre ettari di terreno, tra la Pennsylvania Avenue, la Constitution Avenue e la Fifteenth Street, North West.

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