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EVENTI
LIBRI DI TESTO

Mirtilli Morgana, Claudia Boselli e Sonia Beretta hanno visitato moltissime scuole americane tra il 2007 e il 2015 e hanno presentato agli insegnanti il Progetto Ciao.it e Superciao.it, per l'insegnamento della Lingua e della cultura italiana, predisposto per i gradi K-12.
 

L'Equipe sara' nuovamente negli States dal 1 settembre al 20 settembre 2015
 

Chi fosse interessato a una presentazione dei libri: Ciaoit e Superciaoit

o al NUOVO CORSO DI ITALIANO: SUPERCIAOATUTTI

può rivolgersi a:
mirtilli.morgana@studio-arcobaleno.it




VIAGGI IN ITALIA

Studio Arcobaleno srl. - Italia - New York

propone per il 2016 splendidi premi per i viaggi in Italia per studenti, famiglie e gruppi di adulti appassionati dell'Italia.




WORKSHOP - TRAINING - FORMAZIONE

Presso  Iace - NY - Training Superciao a tutti e Progetto K-6
12 settembre 2015
19 settembre 2015

Presso Consolato Generale di NY - Corso di formazione il Teatro a scuola
7 novembre 2015
Los Angeles - Corso di formazione il Teatro a scuola
15 novembre
 
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VACANZE STUDIO IN ITALIA

I Piccirilli Brothers

Una famiglia carrarese protagonista dell'arte americana

Quello che nasceva, negli anni intorno al 1892-1893 passò alla storia, nel campo dell'arte, come il periodo del Rinascimento americano: le ricchezze accumulate dai capitalisti rampanti della repubblica, il desiderio di lusso e di evidenziazione dell'opulenza pubblica, portarono all'esplosione della "voglia di bello" e al fatale richiamo della eterna arte italiana. Già un secolo prima l'impronta classica del gusto italiano aveva lasciato numerose testimonianze nei palazzi pubblici americani e tanti erano stati, nel corso dell'Ottocento, gli artisti americani trasferitisi nella Penisola (in particolare a Firenze) per apprendere l'antica sapienza dello stile nostrano. Fu Horatio Greenough il primo scultore allievo della città di Dante Alighieri.

Egli costruì nel 1828 un suo proprio studio in Italia e qui eseguì numerose opere nonché - primo artista americano - una statua di Washington. Powers, Ball (Firenze), Crawford, Story e Saint-Gaudens (Roma), Stone (Carrara), negli anni cupi di mezzo secolo (devastati dalla guerra civile americana) alimentarono a loro volta l'emigrazione artistica verso l'Italia per apprenderne sul posto le raffinatezze stilistiche e preparano il campo per la Columbian Exposition di Chicago di fine secolo, manifestazione che rilanciò in grande stile una nuova corsa all'arte italiana. Sommersi da tantissime richieste gli scultori americani si appoggiarono agli abilissimi artigiani italiani e alla loro innata sapienza. E gli italiani risposero prontamente all'appello inaugurando un altro filone dell'emigrazione incentrato sull'abilità artigiana.

Tra i tanti che solcarono l'Oceano i Piccirilli raccolsero il maggior successo economico, e il loro nome ancora oggi circola tra gli appassionati della scultura. Figli di Giuseppe Piccirilli, uno scultore di Massa Carrara che aveva partecipato alla guerra d'indipendenza italiana come garibaldino, i sei fratelli anticiparono il viaggio del proprio padre e avviarono una valida ditta a New York. Il primo dei fratelli Piccirilli, Attilio venne mandato giovanissimo a studiare all'Accademia di Belle Arti di Roma e nei cinque anni romani il ragazzo apprese tutti i segreti del mestiere spostandosi poi a Londra per lavorare con l'altro fratello Furio alle statue dell'altare della St. Paul's Cathedral. I due fratelli si imbarcarono per New York nel 1888 e raggiunsero il fratello Ferruccio per intraprendere insieme l'avventura americana.

Dopo pochi mesi anche gli altri fratelli e la sorella arrivarono negli Stati Uniti per ricongiungersi ai primi tre e per rispondere all'impellente domanda di artigiani da parte degli studi artistici americani. I fratelli Piccirilli divennero un vero marchio di qualità e dopo soli diciotto mesi dal loro arrivo nel Nuovo Continente aprirono uno studio tutto loro sulla Sixth Avenue e 39th Street: si trattava di una vera e propria stalla riadattata ai nuovi usi e sarebbe diventata la base di partenza del successo familiare.

La Piccirilli Brothers, Sculptors importò per prima costosi marmi da varie parti d'Italia e prosperò sulle numerose commesse degli artisti americani, che agli artigiani carraresi chiedevano di tradurre in marmo i propri modelli in gesso o creta. Lo scultore Daniel Chester French, commissionò alla famiglia italiana lavoro per ben trentacinque anni e le sue statue.

Il successo economico arrise alla numerosa famiglia di artigiani toscani che in pochi mesi aprirono i battenti di un nuovo studio nella 142nd Street, all'angolo con Brook Avenue, nel Bronx. IL laboratorio era il più grande d'America e rappresentava il primo esempio di bottega fiorentina trapiantata negli States. Nei suoi locali scultori affermati e apprendisti lavoravano tutti insieme confrontadosi con numerosi professionisti in visita e realizzando l'anticha alchimia dell'artigianato rinascimentale italiano. Acquistato nel 1947 dal pittore Alfred Crimi, il laboratorio sfornò opere destinate a entrare nella memoria visiva degli americani. Fu eseguita dai Piccirilli ad esempio il monumento ai navigatori all'entrata di Central Park, al Columbus Circle; Attilio Piccirilli eseguì invece la statua di James Monroe, per conto di Charlottesville in Virginia, Lo spirito di giovinezza al Virginia Military Institute di Lexington e il ritratto di Thomas Jefferson nello State Capitol Building di Richmond.

Amico personale di Fiorello La Guardia e di Enrico Caruso, Attilio Piccirilli fu sicuramente l'esponente più talentoso della sua numerosa famiglia. Per il celebre sindaco di New York egli scolpì tra l'altro il monumento di pietra in onore della defunta prima moglie e del figlio. Un'altra importante opera di statuaria pubblica si può ammirare all'ingresso del Palazzo d'Italia al Rockefeller Center: il bassorilievo dell'Eterna giovinezza è stato realizzato nel 1935 fu il primo ad essere fuso in vetro negli USA.

Nello stesso centro Attilio realizzò La giovinezza guida l'industria, nell'International Building e La gioia della vita sulla porta n.15 della West 48th Street. A Riverside l'italiano eseguì il Monumento ai vigili del fuoco, al Central Park di N.Y. diede forma scultoria al Maine Memorial Monument. Dell'artigiano italiano è anche il Monumento delle madri ai caduti di guerra ad Albany, così come altrettanto vasta è la produzione di busti commemorativi. In questa particolare branca Attilio Piccirilli si affermò tra i contemporanei per la sua grande abilità di ritrattista: particolarmente apprezzate sono ancora oggi il The Outcast nella chiesa di St. Mark In-the-Bowerie a New York e la Frangelina, una cui versione si trova ancora oggi al Metropolitan Museum of Art.

Attilio morì a New York nel 1945 (era nato nel 1866 a Massa Carrara) lasciando un patrimonio di circa dodicimila dollari e due giorni dopo lasciò la vita terrena anche il fratello Getulio (nato nel 1874). Sette giorni dopo a Poughkeepsie morì un altro fratello, Ferruccio (nato nel 1864) lasciando nelle mani del nipote Bruno l'eredità dell'arte familiare. Il destino sembrò unire anche nella morte gli affiatati fratelli artisti del marmo e se nei ritratti in busto Attilio trovò le soddisfazioni più grandi per il suo talento scultoreo, tutta la famiglia Piccirilli può essere riunita nel successo del grandioso progetto intrapreso dall'amico Chester French. Per il loro insigne socio, al Lincoln Memorial di Washington i carraresi tradussero in marmo il modello di creto alto circa un metro e mezzo. Tutti i fratelli , con l'aiuto di una squadra di venti abili artigiani, trasformarono ventisette enormi blocchi di marmo nelle varie sezioni della statua che misura 7 metri di altezza e pesa 175 tonnellate.

Il viso e le mani furono realizzati in esclusiva dai fratelli più bravi del clan artistico italiano e il progetto fu completato in un anno e mezzo. Nel 1922 quattro vagoni ferroviari trasportarono le sezioni nella capitale federale per essere montati sul posto seguendo le indicazioni di Getulio Piccirilli. Oggi è ancora possibile ritrovare i documenti di questo riuscito progetto nella biblioteca della Bronx County Historical Society: le carte si sono trasformate in un perenne omaggio della famiglia Piccirilli al "loro" quartiere del Bronx, quando in esso vi regnavano le voci e la fantasia degli italiani.

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