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Mirtilli Morgana, Claudia Boselli e Sonia Beretta hanno visitato moltissime scuole americane tra il 2007 e il 2015 e hanno presentato agli insegnanti il Progetto Ciao.it e Superciao.it, per l'insegnamento della Lingua e della cultura italiana, predisposto per i gradi K-12.
 

L'Equipe sara' nuovamente negli States dal 1 settembre al 20 settembre 2015
 

Chi fosse interessato a una presentazione dei libri: Ciaoit e Superciaoit

o al NUOVO CORSO DI ITALIANO: SUPERCIAOATUTTI

può rivolgersi a:
mirtilli.morgana@studio-arcobaleno.it




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VACANZE STUDIO IN ITALIA

La voce italiana di Philadelphia

Quaranta anni fa (ottobre 1959) moriva il grande tenore Mario Lanza

Arturo Toscanini la definì "la più grande voce del Ventesimo secolo" e la definizione calzava quasi stretta a quel ragazzo cresciuto nei quartieri di Philadelphia. Il talento era grande la sua voce emozionò una generazione ma si spense troppo presto, trasformando Mario Lanza in una stella cadente del firmamento artistico mondiale.

Era il 7 ottobre del 1959 e a soli trentotto anni, il grande genio del Bel Canto, lasciò la vita terrena portandosi con sé una delle più brillanti storie della musica contemporanea.

La sua vita iniziò a Philadelphia nel 1921, con il nome di Alfred Arnold Cocozza, al 636 di Christian Street e la sua infanzia trascorse nell'ascolto dei dischi paterni. Christian Street era una strada abitata principalmente da immigrati italiani che infondevano al quartiere il caratteristico colore (e calore) mediterraneo."Freddy" aveva una vera e propria passione per quelli incisi dal celebre Caruso ed arrivò ad ascoltarne uno per ben ventisette volte di seguito. L'innata passione per il canto non spinsero tuttavia i genitori ad iscrivere subito il bambino a una scuola specifica.

La famiglia, come quelle di tanti altri immigrati italiani, non navigava nell'oro e il piccolo dovette fare di necessità virtù, impegnandosi da autodidatta nello studio degli spartiti. Fu Irene Williams ad occuparsi della sua educazione artistica e a guidare il ragazzo nei segreti del canto. Si trattava comunque di un vero e proprio perfezionamento di un talento innato, un tesoro naturale da incanalare nelle strade migliori e che aveva già estasiato i presenti nella chiesa di Santa Maria Maddalena, con una sublime versione dell'Ave Maria.

A 19 anni Alfred entrò all'Accademy of Music, dove seguì i corsi di pianoforte e canto di E. Rosati, l'insegnante del noto Beniamino Gigli. Il ragazzo mantenne fede alle sue potenzialità e nel 1942 vinse una importante borsa di studio, assegnatagli da S. Koussevitzky per il Berkshire Music Center ed esordì con grande successo a Hollywood e a New Orleans con "Madama Butterfly" di Puccini.

Erano tempi di guerra, quelli in cui cresceva il talento del giovane cantante, ed anche il tenore italoamericano contribuì alla causa americana organizzando una tournée durante il servizio militare nell'Aviazione dell'Esercito. Nei tre anni finali del conflitto mondiale i suoi concerti accompagnarono le giornate dei militari (si meritò l'appellativo di "Caruso dell'Air Force") e lo prepararono all'ingresso in un altro mondo fatato, quello del cinema. Nel 1947, durante il concerto all'Hollywood Bowl, fu infatti notato dai dirigenti della Metro Godwing Mayer e gli impresari gli proposero un contratto suggerendogli anche di adottare un nome d'arte più facile da ricordare. Il giovane cantante cambiò così il suo nome affidandosi a quello materno e trasformandosi in Mario Lanza.

La strada del successo si fece davvero larga per l'italoamericano nato nei quartieri di Philadelphia e Lanza esplose letteralmente nel firmamento cinematografico con il film "Il bacio di Mezzanotte". Altre pellicole, come "Il Pescatore della Louisiana" prepararono la scena al grandissimo successo ottenuto con "Il grande Caruso", pellicola con la quale il giovane cantante lirico si identificò totalmente, interpretando il ruolo dell'irragiungibile tenore italiano.

Il cinema rubò in effetti un grande cantante alle scene dei teatri lirici. Lanza interpretò infatti dal vivo soltanto "Le allegre comari di Windsor" di Nicolai e varie operette, tra le quali vanno ricordate "Il principe studente", "Rosemarie" e "Il re vagabondo", per dedicarsi completamente al suo ruolo di attore nei sette films che complessivamente lo videro protagonista.

La sua voce però, pur non calcando più il palcoscenico, entrò nelle case di milioni di americani attraverso l'incisione di oltre cinquecento pezzi e attraverso l'Opera trasformata in film, facendo conoscere al grande pubblico la musica colta. Descritto da un critico come "un simbolo della Democrazia culturale dell'America" Mario Lanza mantenne la sua fama fino al 1957, anno nel quale ruppe con la MGM, per passare alla Warner Bros. L'attore tenore, dopo aver girato il film "Serenade" per la sua nuova casa cinematografica, si trasferì in Italia, vero e proprio emigrante di lusso, dove tenne numerosi concerti e incise nuovi dischi. Egli visitò finalmente i paesi natali di Filignano (nel Molise) e di Tocco da Casauria (in Abruzzo) ricevendo dai compaesani un'accoglienza trionfale.

A Filignano incontrò i suoi ammiratori giunti da tutta Italia ed assistette all'inaugurazione di un'opera marmorea a lui dedicata dall'amministrazione locale."A ricordo del suo grande figlio genio del bel canto italiano che tenne alto il prestigio del nostro paese nel mondo" : con le parole scolpite nel cuore Lanza si accomiatò dalle sue radici per andare a Roma ad interpretare altri due film. Nel 1958 l'italoamericano girò "Arrivederci Roma" e l'anno seguente prestò il suo volto e la sua voce per "Come Prima". Sarebbero stati gli ultimi film del giovane attore. Chiamato per l'apertura della stagione lirica alla Scala di Milano, il tenore stava per coronare finalmente il sogno della sua vita, nel tempio della musica lirica mondiale. Ma non sarebbe mai arrivato al tanto atteso grande appuntamento. Una trombosi lo stroncò repentinamente, a soli 38 anni.

La sua morte trascinò nella tragedia anche la giovane moglie Betty. Affranta dal dolore, la compagna morì soltanto cinque mesi dopo a Hollywood lasciando orfani i piccolissimi figli Colleen, Elissa, Damon e Marc. Le luci si spensero d'improvviso sulla straordinaria breve vita del grande interprete italoamericano e insieme all'uomo la musica perse un vero e proprio protagonista del palcoscenico, capace come pochi di attrarre il grande pubblico alla musica di qualità.

UN FESTIVAL INTERNAZIONALE IN MEMORIA DI MARIO LANZA

Il nome di Mario Lanza non è del tutto dimenticato. Se nella strada dove nacque il futuro tenore i ricordi sono del tutto scomparsi (ed il quartiere, oggi vero e proprio ghetto nero, non è certo tra i più sicuri della città), il valore della sua arte è tornato a vivere nei due paesi d'origine della sua famiglia.

A Tocco da Casauria (Pescara) e Filignano (Cambobasso) da quattro anni è nato un festival internazionale intitolato al grande tenore e aperto alla partecipazione di giovani cantanti provenienti da tutto il mondo. Esaminati da un'attenta giuria internazionale, composta da affermati cantanti d'opera nonché da direttori artistici di prestigiosi teatri, i vincitori della quarta edizione hanno nomi decisamente orientali. A Hwang Yong Seon, soprano coreana di 29 anni è andata infatti la palma della migliore mentre al connazionale Lee Jung Jae (baritono) è andato il secondo posto.

Le due soprano italiane Emanuela Marulli e Donatella Martino si sono classificate terze ex aequo.

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