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EVENTI
LIBRI DI TESTO

Mirtilli Morgana, Claudia Boselli e Sonia Beretta hanno visitato moltissime scuole americane tra il 2007 e il 2015 e hanno presentato agli insegnanti il Progetto Ciao.it e Superciao.it, per l'insegnamento della Lingua e della cultura italiana, predisposto per i gradi K-12.
 

L'Equipe sara' nuovamente negli States dal 1 settembre al 20 settembre 2015
 

Chi fosse interessato a una presentazione dei libri: Ciaoit e Superciaoit

o al NUOVO CORSO DI ITALIANO: SUPERCIAOATUTTI

può rivolgersi a:
mirtilli.morgana@studio-arcobaleno.it




VIAGGI IN ITALIA

Studio Arcobaleno srl. - Italia - New York

propone per il 2016 splendidi premi per i viaggi in Italia per studenti, famiglie e gruppi di adulti appassionati dell'Italia.




WORKSHOP - TRAINING - FORMAZIONE

Presso  Iace - NY - Training Superciao a tutti e Progetto K-6
12 settembre 2015
19 settembre 2015

Presso Consolato Generale di NY - Corso di formazione il Teatro a scuola
7 novembre 2015
Los Angeles - Corso di formazione il Teatro a scuola
15 novembre
 
Presso SCUOLA D'ITALIA, NY
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VACANZE STUDIO IN ITALIA

I pionieri italiani dell'Oregon

Gemelli Carreri, Dominis e Arrigoni: tre storie italiane nell'Ovest dell'Ovest.

"La piĂą adorabile regione sulla terra, dove ortaggi, grano e mucche richiedono poco lavoro".

Sono queste le parole che Hall Jackson Kelley scriveva per l'American Society for Encouraging the Settlement of Oregon Territory negli anni 30 del secolo scorso. E molti americani ascoltarono le parole di questo maestro di scuola, che nella grande regione che si affaccia sul Pacifico (l'Ovest dell'Ovest, secondo i motti dell'epoca!) tentò di far affluire anche molti coloni di religione protestante.

Oltre tremila chilometri separavano Indipendence Missouri dallo sbocco del Columbia River, in Oregon; strade impervie e tortuose che oggi formano lo storico Oregon Trail e che migliaia di persone affrontavano viaggiando in carovane composte da carri tirati da cavalli o da buoi. In questa terra estrema di frontiera però i coloni non furono certamente i primi ad aver messo piede. Anche i pastori metodisti arrivarono dopo gli onnipresenti gesuiti, in un'ipotetica gara che avrebbe fatto della regione un concentrato dell'epopea americana.

Il primo italiano che si affacciò nelle terre dell'Oregon, arrivò invece da Est. Veniva dal mare e sbarcò sulle coste della Nuova Spagna, nell'1697. Giovanni Francesco Gemelli Carreri era un dottore in legge con la passione dei viaggi e sul finire del 600 organizzò una delle imprese più audaci dell'epoca, compiendo il giro del mondo con i propri limitati mezzi finanziari. Gemelli Carreri era nato a Radicena, in Calabria, nel 1651 e ottenne diverse cariche pubbliche nel reame di Napoli.

Dopo aver compiuto una prima serie di viaggi in Europa (e aver partecipato alla guerra ungherese contro i Turchi) l'uomo politico calabrese ritornò ai suoi incarichi pubblici nelle città di Lecce e L'Aquila e preparò il suo personale giro del mondo, partendo infine nel 1693 alla volta dell'Egitto. Dal paese delle piramidi si spinse sempre verso est fino ad arrivare in Cina e nelle Filippine e attraversare il Pacifico per approdare sulle coste americane.

Questo solitario viaggiatore ha lasciato ai posteri la prima descrizione esuariente delle terre della California e dell'estremo lembo nord che in seguito sarebbe divenuto l'Oregon. Nei suoi sei volumi pubblicati e dedicati all'impresa, quello dedicato all'esperienza americana riveste ancora oggi un grandissimo significato geografico, etnologico e antropologico, per le accurate descrizioni e le osservazioni attente sulle popolazioni native.

Passarono decenni prima di vedere un volto italiano sulle coste dell'Oregon. Malaspina lo costeggiò nel Settecento mentre Giovanni Dominis vi arrivò nel 1827, a bordo del brigantino Owyhee. Dopo aver raggiunto le latitudini di Vancouver, egli decise di tornare verso sud e di esplorare il fiume Columbia, divenendo uno dei primissimi bianchi, (ed il primissimo ad aver esplorato il Columbia River) dell'Old Oregon.

Nella terra che vanterà una città dal nome "Garibaldi" - fondata da un marinaio italiano deciso a dare il nome dell'eroe dei due mondi - e che vide arrivare arrivare i leggendari Lewis e Clark, il capitano dell'Owyhee passò due settimane a esplorare sistematicamente l'insidioso fiume, scandagliandone il fondo e imbarcando preziose pellicce che avrebbe poi rivenduto nelle terre orientali del Pacifico. Dominis ritornò sul Columbia nel 1829 e dagli indiani apprese i metodi di affumicazione del salmone, facendone un'arte propria e iniziando il commercio di questo prelibato prodotto alimentari.

Trasportato dall'italiano verso le coste orientali degli Stati Uniti, il salmone affumicato venne tassato dal governo americano come merce proveniente dall'estero! Il comerciante proseguì comunque con successo i suoi originali affari ed ebbe anche il tempo, tra una caccia alla lontra e l'altra, di piantare il primo pino nell'Oregon: le attuali foreste di pinacee possono così essere un realistico vanto dell'italianità nel mondo. Dominis lasciò infine una significativa traccia del suo passaggio anche nelle esotiche isole delle Hawaii, mandando suo figlio in sposo alla regina locale Lilioukalani.

Un altro italiano avrebbe trovato nelle terre del Nord la sua personale fortuna, esattamente trent'anni dopo l'approdo di Dominis. Il milanese S.N. Arrigoni toccò la costa del Pacifico nel 1856, approdando a Portland come meta del suo personale giro del mondo. Inoltratosi lungo il fiume Willamette, decise di realizzare un albergo che battezzò con il nome di "The Pioneer". Sarebbe stato il primo vero albergo di Portland e nelle sue stanze avrebbero dormito il futuro presidente Ulysses S. Grant e il generale Tecumseh Sherman. Arrigoni fondò l'Arlington Club di Portland e il suo secondo albergo, l'Arrigoni, divenne famoso in tutta la costa dell'Ovest americano.

Nel suo albergo nacquero il primo ufficio telegrafico e il primo servizio di corriere espresso dello stato, e nella sua casa arrivarono per prime le macchine da cucire. Davanti al Pioneer Hotel, a Portland, brillò la prima lampada ad olio, un ringraziamento da parte della comunità all'uomo che aveva promosso e realizzato la prima illuminazione stradale della città, e che nell'opinione pubblica dello stato era "il numero uno" dei pionieri dell'Oregon.

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