womens nike free flyknit Kobe X Sale Nike Roshe One Shoes price zapatos casual unisex Stan Smith Adidas Moncle Jackets kaufen adidas neo shoes womens 2014 Nike Free Nike Magista Obra Nike Free Run New Balance G¨¹nstig Kaufen Curry 2 Shoes Adidas ZX 850 shoes online Air Jordan 4 products Curry 2 Shoes Nike Air Jordan 4 Cheap Nike Flyknit Air Max Adidas Superstar Ofertas Curry 2 for sale Nike Air Max 1 Ultra Moire store adidas yeezy boost 350
 
EVENTI
LIBRI DI TESTO

Mirtilli Morgana, Claudia Boselli e Sonia Beretta hanno visitato moltissime scuole americane tra il 2007 e il 2015 e hanno presentato agli insegnanti il Progetto Ciao.it e Superciao.it, per l'insegnamento della Lingua e della cultura italiana, predisposto per i gradi K-12.
 

L'Equipe sara' nuovamente negli States dal 1 settembre al 20 settembre 2015
 

Chi fosse interessato a una presentazione dei libri: Ciaoit e Superciaoit

o al NUOVO CORSO DI ITALIANO: SUPERCIAOATUTTI

può rivolgersi a:
mirtilli.morgana@studio-arcobaleno.it




VIAGGI IN ITALIA

Studio Arcobaleno srl. - Italia - New York

propone per il 2016 splendidi premi per i viaggi in Italia per studenti, famiglie e gruppi di adulti appassionati dell'Italia.




WORKSHOP - TRAINING - FORMAZIONE

Presso  Iace - NY - Training Superciao a tutti e Progetto K-6
12 settembre 2015
19 settembre 2015

Presso Consolato Generale di NY - Corso di formazione il Teatro a scuola
7 novembre 2015
Los Angeles - Corso di formazione il Teatro a scuola
15 novembre
 
Presso SCUOLA D'ITALIA, NY
1-4 settembre 2015

 
NEWSLETTER

Inserisci la tua email



 
 
VACANZE STUDIO

VACANZE STUDIO IN ITALIA

Un progetto chiamato Stati Uniti d'America

Vita di Filippo Mazzei, idealista della democrazia americana

Si chiamò progetto "Oglethorpe" quello che tra il 1733 e il 1766 tentò invano di introdurre nelle umide vallate della Georgia l'allevamento dei bachi da seta e la lavorazione del prezioso manufatto. Fu un tentativo che non andò a buon fine, nonostante l'arrivo, in terra georgiana, di piemontesi esperti nella difficile attività. Giacomo Luigi Camuso e i fratelli Amatis raggiunsero infatti le coste americane passando attraverso Lione e più tardi Giuseppe Ottolenghi ritentò con la stessa coltivazione.

Negli anni che precedettero l'indipendenza americana, il baco da seta e il suo prodotto divennero l'obiettivo principe per i pionieri italiani dell'emigrazione italiana e i risultati facevano davvero ben sperare ma tra i sogni e il successo si interpose il conflitto coloniale, che tutto distrusse, comprese le speranze per una nuova frontiera della seta.

La produzione della pregiata materia rientrava nei sogni di un altro italiano, Filippo Mazzei, che in quegli anni di radicali mutamenti, si trovò a vivere una straordinaria esperienza umana e politica, destinata a lasciare il segno nella terra scoperta da Colombo.

Nato a Poggio a Caiano nel 1730, da famiglia benestante e rurale, Filippo Mazzei, trascorse gran parte della sua vita a soddisfare l'intima irrequietezza, iniziando lo studio della medicina (mai terminato), girando il mondo, dedicandosi alle più disparate attività e conoscendo amici destinati a diventare pilastri della storia americana e europea.

Lasciò Livorno all'età di venti anni per seguire il suo sogno di futuro sudamericano ma cambiò ben presto idea. Nella città toscana, esercitando il mestiere di chirurgo, decise di puntare verso Oriente. Raggiunse i Balcani e la città di Smirne nella quale si fermò un paio di anni esercitando l'attività di mercante. E come mercante approdò a Londra, nella quale si fermò per venti anni. Il suo carattere affabile lo portò a stringere contatti con gli ambienti più qualificati del mondo culturale e diplomatico della città inglese. Insegnò saltuariamente anche l'italiano e frequentò personaggi del mondo scientifico e del mondo politico, tra i quali soprattutto Domenico Caracciolo, ministro della corona napoletana. Nonostante una reciproca diffidenza, Mazzei mantenne vivi anche i rapporti con il granducato di Toscana e proprio da Pietro Leopoldo arrivò la grande occasione americana che avrebbe cambiato le sorti della sua vita.

Il sovrano di Toscana commissionò a Mazzei l'acquisto di due stufe inventate da Benjamin Franklin, permettendo allo stesso mercante di conoscere da vicino il grande scienziato americano, allora ambasciatore della colonia di Pennsylvania. Tra i due nacque subito l'amicizia: a Mazzei venne presentato anche Thomas Adams, altro grande esponente dei futuri Stati Uniti e grande amico di Thomas Jefferson. L'italiano si nutrì negli anni londinesi dei grandi ideali americani, interessandosi alle rivendicazioni indipendentiste così come a progettti imprenditoriali.

Invitato dagli amici a varcare l'Oceano egli accettò con diffidenza: "Io dubitavo che il loro governo fosse una cattiva copia dell'inglese, e conseguentemente che le basi della libertà fossero anche meno solide; ma tanto Franklin che Adams mi dimostrarono, che non vi era aristocrazia; che il popolo non aveva la vista abbagliata dallo splendore del trono; che ogni capo di famiglia dava il voto per l'elezione e poteva essere eletto; che avevano le loro leggi municipali; e che delle leggi inglesi avevano adottate quelle sole, che lor convenivano".

Vinto dal miraggio di una nuova vita, più consona ai suoi ideali umani e politici, Mazzei partì e nel 1771 propose alle colonie inglesi d'America l'introduzione di coltivazioni europee, portavoce ufficiale della Grand Ohio Company, sotto le cui insegne si celavano l'amico Franklin e un gruppo di affaristi londinesi. Nei propositi della compagnia, tra la Virginia e il Mississippi, avrebbe dovuto sorgere una grande coltivazione di olivo e vigneti, e alcune zone privilegiate dovevano essere riservate all'allevamento del baco da sete, chiodo fisso di numerosi imprenditori agricoli dell'epoca.

Mazzei si mise all'opera per raccogliere in Italia il personale qualificato al difficile compito ma rggiunta la Toscana incontrò numerosi ostacoli nel suo progetto di reclutazione. Malvisto soprattutto dai diplomatici della corte del Granduca egli ripartì dall'Italia con numerose sementi e con un gruppo di famiglie italiane destinate a rendere operativo il suo progetto. Nel gruppo non riuscì però a inserire il suo amico Giovanni Fabbroni, un giovane dalle brillanti intuizioni e futuro economista italiano di successo. Al suo arrivo a Williamsburg, in Virginia, trovò invece ad accoglierlo George Washington e gli stessi Thomas Adams e Thomas Jefferson i quali gli proposero di acquistare un vasto appezzamento nella contea di Albemarle, a confine con Monticello.

Nella fattoria sperimentale di Colle (questo il nome dato al grande progetto) Mazzei fece acclimatare le famiglie italiane ed egli stesso si ambientò a meraviglia in quella Virginia in bilico tra teorie democratiche e manodopera schiava. Incurante dell'odioso statuto, l'italiano sistemò i suoi connazionali provenienti in gran parte dalla città di Lucca.

Nubi minacciose si erano però addensate all'orizzonte: la guerra con l'Inghilterra era praticamente alle porte e pochi sembrarono intuirlo meglio del fiorentino. Egli stesso avvisò il Granduca di Toscana, prima della partenza, del pericolo reale: "I coloni son persuasi che il gabinetto di S. Iacopo non arriverà all'eccesso di voler far uso delle armi contro di loro; che volendo, il parlamento non lo permetterebbe; e che, permettendolo anche il parlamento, ci si opporrebbe la nazione. Il gabinetto al contrario crede, che i coloni non avranno il coraggio di opporsi alla truppa regolata, e che in tal caso pochi reggimenti basteranno per tenerli a dovere. Questo reciproco inganno deve farli andar tanto avanti, con la fiducia che l'altro retroceda, che la guerra diverrà inevitabile."

L'italiano, più degli stessi capi politici americani, intuì l'enorme portata del movimento coloniale, e iniziò le sue lunghe e animate discussioni con amici destinati a diventare simboli della futura Unione. Divenuto suddito inglese della colonia della Virginia, Mazzei ebbe modo di scoprire, in modo alquanto plateale, i propositi della Corona Inglese nei confronti della sua terra d'adozione, e riferì le sue conoscenze all'amico Jefferson ideando con lo stesso, nel 1774, la nascita di un periodico dal nome eloquente : " Il Furioso". L'organo di stampa divenne il vero e proprio fulcro del movimento nazionalistico americano; attraverso le sue pagine, Mazzei demolì senza mezzi il regno inglese, scavando nelle pieghe della legislazione britannica e presentando ai lettori il vero volto accentratore dello stesso governo.

I suoi scritti infiammarono gli animi, ma soprattutto crearono nei lettori coloniali una vera e propria coscienza autonomistica, trasformando quella che era nata come una ribellione esattoriale in una vera e propria aspirazione indipendentista. Si formarono così in tutte le contee virginiane le prime compagnie indipendenti, formate da volontari, e vennero convocati rappresentanti del popolo col nome di convenzioni. Nasceva così in quei mesi e per mano di un laborioso italiano, l'embrione della futura struttura politica americana, e lo stesso Mazzei si prodigò ulteriormente per portare le sue idee democratiche nel maggior numero di salotti benestanti della colonia.

Le sue osservazioni critiche sulla legislazione e sul governo inglese iniziarono a circolare acquistando sempre più forza e aprendosi anche ai più scettici, tra i quali vi erano Washington e Jefferson, precedendo di ben due anni l'idolatrato opuscolo di Thomas Paine ("Common Sense"), ancora oggi considerato il vero atto di ribellione morale americana.

Il toscano partecipò indirettamente anche alla stessa dichiarazione d'indipendenza americana, redatta dall'amico Jefferson sui pilastri dei suoi scritti, ricevendo, in segno di ringraziamento, la prima copia del certificato di nascita nazionale. E il suo nome si legò anche al mantenimento della libertà religiosa, all'abolizione dei diritti di primogenitura e della schiavitù, battaglie che avrebbero sicuramente sortito risultati positivi in assenza del conflitto armato.

La guerra d'indipendenza non colse impreparato Mazzei che si arruolò, con Jefferson, come semplice soldato nella Compagnia Indipendente della Contea di Albemarle, portando con sé altri italiani. Ma il battesimo del fuoco non arrivò mai. Mazzei venne infatti richiamato dal governatore Henry dal fronte per servire la patria con compiti più adatti al suo rango.

Al toscano venne affidata una missione in Europa in nome dello stato della Virginia. L'idea federalista non trovò entusiasmi in tutti gli strati politici della nascente nazione e la missione di Mazzei venne duramente ostacolata da Franklin. Il progetto del resto non ebbe modo neanche di nascere perché la nave sul quale l'italiano era imbarcato venne assaltata da pirati inglesi. Mazzei fu rinchiuso nelle carceri di New York: per evitare il peggio aveva gettato in mare i documenti segreti e le proprie referenze e nei tre mesi di detenzione ebbe modo di raccogliere informazioni sui movimenti inglesi.

Scarcerato grazie alle proprie amicizie europee, Mazzei raggiunse la Francia ove cercò di riavere i duplicati dei propri documenti, ma una volta ottenute le credenziali venne ostacolato nel compito dallo stesso Franklin, grande avversario politico di Jefferson.

L'italiano sarebbe tornato nella sua amata fattoria di Colle, in Virginia soltanto nel 1783, trovandovi un mondo mutato. Al suo ritornò riebbe la somma per i suoi servizi resi nei quattro anni di lavoro europeo ma non il tanto sospirato incarico di console americano in Europa. Ricevette invece un attestato del Consiglio di Stato: "Considerando gli sforzi patriottici del Sig. Mazzei a favore del Paese, il Consiglio è d'opinione che egli stesso si sia comportato in maniera operosa, assidua, zelante... e che la sua condotta merita l'approvazione del Consiglio, in testimonianza del quale questa dichiarazione è stata scritta."

Deluso dai cambiamenti in atto nel mondo politico americano, Mazzei lasciò definitivamente la sua fattoria non prima di averla affidata a dei liquidatori, e scrisse al suo amico Madison il testamento del suo amore americano:

"Io parto, ma il cuore resta....l'America è il mio Giove, Venere la Virginia. Quando rifletto a quel che sentii nel traversare il Potomac, mi vergogno della mia debolezza. So bene che in qualunque luogo e in qualsivoglia situazione non mi stancherò mai di fare i miei sforzi per la prosperità della mia patria adottiva."

Il toscano tornò in Europa accettando, dopo varie traversie, l'incarico di ambasciatore per il re di Polonia, incarico che mantenne fino alla fine dei suoi giorni, senza peraltro venire meno al suo giuramento d'onore nei confronti della patria adottiva. Per anni si batté contro le calunnie e contro le critiche europee nei confronti della giovane repubblica americana, ricevendone in cambio soltanto l'oblio.

Il grande idealista della rivoluzione americana morì a Pisa, dimenticato dalla storia. I suoi attestati e le numerose corrispondenze con i padri della repubblica americana, divennero soltanto in seguito oggetto di studio e di archiviazione ma il suo nome finì, come quelli di tanti altri, nella cantina di una storiografia troppo impegnata nell'autocelebrazione.

Toccò al presidente J.F. Kennedy, secoli dopo, riesumare le gesta di questo piccolo grande italiano, per rendere omaggio a un campione della nazione e ricordare alla nazione le sue parole scolpite nella dichiarazione d'indipendenza.

This replica watches Patek Philippe Ref. 570 in replica watches uk the Geneva watch auction on rolex replica the valuation of CHF150,000 - 300,000, and finally to rolex replica uk CHF187,500 turnover.