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L'Equipe sara' nuovamente negli States dal 1 settembre al 20 settembre 2015
 

Chi fosse interessato a una presentazione dei libri: Ciaoit e Superciaoit

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può rivolgersi a:
mirtilli.morgana@studio-arcobaleno.it




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A caccia di rocce nel Nebraska

L'esperienza americana di Giovanni Capellini, gelogo di fama mondiale

Quando entra nelle stanze del Nebraskian, nel 1863, Giovanni Capellini non immagina minimamente il successo che il suo arrivo produrrà nella cittadina di Omaha. Studioso di paleontologia e uomo schivo, egli non ama la pubblicità ed entra nella sede del quotidiano cittadino soltanto per chiedere della carta speciale per avvolgere alcuni reperti fossili appena ritrovati nei dintorni. Il giorno seguete leggerà invece la sua completa biografia sulle pagine di quel quotidiano di frontiera rimanendone ovviamente lusingato e continuando però nel suo metodico studio .

L'avventura americana del grande studioso italiano scorrerà così tutta nel lavoro meticoloso, lasciando davvero poco spazio alle fantasticherie e molte tracce nella sua raccolta di materiale fossile.

Quello che giunge nel cuore delle praterie americane è un professore nato a La Spezia nel 1833 e avviato dai genitori Francesco e Margherita Ferrarini prima alla carriera di musicista e poi a quella ecclesiastica. Decisamente poco adatto agli abiti talari, Giovanni resterà in convento, rispettoso delle volontà paterne, fino al 1854 per uscirne alla morte del padre. La sua indole decisamente orientata verso le cognizioni naturalistiche si fa finalmente strada ma il giovane deve provvedere con vari mestieri alla propria sopravvivenza. Si inventa quindi il mestiere di rilegatore di libri, di istitutore in un collegio di La Spezia e di costruttre di apparecchi elettrici coi quali allestisce un gabinetto di fisica, non tralasciando la sua vera passione, ovvero le escursioni sui monti liguri alla ricerca di resti fossili.

Giovanni Capellini esordisce nella geologia grazie all'interessamento del rettore del seminario di Pontremoli, in Toscana, che gli offre l'incarico di prefetto nel seminario cittadino. Risale a quest'epoca l'amicizia con i professori Guidoni e Bernardi. Altro finanziamento, arrivato ancora una volta a puntellare una situazione economica molto precaria, viene ottenuto dal municipio di La Spezia, il quale provvede a pagare le spese dell'Università di Pisa. Nell'ateneo toscano Capellini finalmente trova la sua vocazione professionale, scegliendo - dopo la laurea -definitivamente la professione di geologo, e iniziando le sue gite splorative nei monti della zona.

Il lavoro svolto tra la Toscana e la Liguria viene apprezzato negli ambienti accademici e al giovane geologo vengono offerte opportunità di ricerche in Italia. Ma non è questa l'idea fissa di Capellini. Lui pensa ad altre regioni, ad altri filoni di ricerca e con questo obiettivo raggiunge la Francia, per approfondire gli studi nell'Ecole des mines e nel Jardin des plantes, e per stringere nuove amicizie negli ambienti accademici francesi. Rientrato nel 1861 in Italia, viene nominato professore di storia naturale nel Collegio nazionale di Genova, incarico che vestirà per pochissimo tempo. A soli 28 anni infatti, il ministro della Pubblica Istruzione lo nomina professore di geologia nella prestigiosissima università di Bologna. Sarebbe stata la professione della sua vita, affrontata con entusiasmo fresco fino all'ultimo istante, e valorizzata con numerose ricerche e ritrovamenti importanti. Capellini darà all'istituto di Bologna una organizzazione e una funzione internazionale collegando la città felsinea a realtà intercontinentali. Oggi il museo di geologia dell'università porta il suo nome ed è l'istituzione più importante che Capellini ha creato nella sua lunga direzione, nonché uno dei più ricchi nel suo settore.

Il 1862 porta Capellini sulle sponde del fiume S. Lorenzo. In terra americana il geologo inzia una febbrile attività di ricerca geologica che aiuterà la terra di frontiera americana a familiarizzare con il suo passato fossile. L'avventuroso professore si sposta poi nel Nebraska, per entrare in uno stato che mai prima aveva visto operare studiosi della roccia e della preistoria. Nella sua permanenza americana Capellini accentua la sua indagine antropologica, interessandosi anche della preistoria umana: egli ritroverà numerosi reperti che faranno luce sui primi insediamenti nel territorio.

La permanenza in Nebraska avvicina lo scienziato anche alla rude vita di frontiera e nelle sue memorie rimane indelebelile l'incontro con uno sconosciuto che cerca semplicemente un passaggio: la tensione - innescata dai numerosi consigli ricevuti - non permette di valutare con serenità e la mano, anche nei banali convenevoli, è sempre salda sulla rivoltella. Maldestro pistolero e distratto osservatore dell'America di provincia, Capellini mantiene però ben salda la sua attenzione sugli scavi e sui ritrovamenti naturalistici.

I suoi studi americani vengono così riuniti in un volume che si aggiungerà agli numerosi testi della sua lunghissima carriera universitaria. Il Nebraskian intuisce il valore di quel semplice "italiano" che entra trafelato nelle stanze della redazione e lo trasforma nel personaggio di spicco della città di Omaha. Per tutti Capellini diventa il professore dei fossili, e tutti, in questo stato soprannominato "campagna francese", scoprono il fascino della cultura italiana.

Emigranti italiani del resto ve ne sono, in questo angolo di Stati Uniti e le tracce si ritrovano proprio nel 1863. Operai della Union Pacific Railroad si insediano nelle pensioni di periferia o in un pittoresco quartiere di Omaha chiamato "Dago Hill" , e nel giro di pochi anni quella prima comunità si integra alla perfezione con le altre etnie americane. Da operai si trasformano in agricoltori e commercianti di ortaggi portando un po' del colore mediterraneo in questa regione racchiusa nel cuore del continente americano. Dal "Cenisio all'Etna Lodge" è rimasta ad esempio negli annali della città americana come loggia degli immigrati italiani, loggia che si sarebbe trasformata presto in Omaha Italian Club. La grande emigrazione porterà infine a 2500 le unità di italiani che si stabiliscono nel capoluogo del Nebraska innestandovi una cultura mediterranea dalle tonalità variopinte. Ancora oggi rimane viva l'esperienza dell'Esposizione universale del 1898, anno in cui un gruppo di cittadini italiani di Omaha, per pubblicizzare la cultura italiana, decise di pilotare una flottiglia di gondole veneziane giù per il fiume Ohio, tentativo fallito per il clima rigido e riconvertito in un pubblicizzatissimo viaggio in treno con gondole al seguito!

Capellini lascia il Nebraska con numerosi reperti, avviando nello stesso tempo molti ragazzi del luogo alla passione per gli studi geologici. La città, che vedrà mezzo secolo dopo un italiano (James J. Piatti) alla guida del partito democratico per la campagna presidenziale di Wilson, saluta nel professore una pietra miliare della sua breve storia, ancorata ad un passato ricco di informazioni scientifiche

Capellini, ritornando in Italia, continuerà peraltro i suoi studi sui fossili e diventerà il rettore dell'Università di Bologna, nonché iniziatore di quella carta geologica d'Italia che tanta importanza assume negli rilievi contemporanei. Capellini è relatore della giunta di geologi nominata appositamente dal ministro della Agricoltura Cordova per studiare l'ordinamento dell'importante cartografia, assumendone in un secondo tempo la presidenza, fino alla morte che sopraggiungerà il 28 maggio 1922

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