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L'Equipe sara' nuovamente negli States dal 1 settembre al 20 settembre 2015
 

Chi fosse interessato a una presentazione dei libri: Ciaoit e Superciaoit

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Un piccolo grande uomo d'America

A Guadalcanal, nelle isole del Pacifico, un giovane soldato italo-americano conquistò - primo tra gli americani - la medaglia d'onore del Congresso

Era un inferno di fuoco, quello che accolse le truppe americane che avevano messo piede sulle spiagge laviche di una sconosciuta isola (fino ad allora) dell'arcipelago delle Salomone, nell'Oceano Pacifico. Era settembre del 1942 e l'inferno durò per vari giorni culminando in una sanguinosa carneficina che lasciò sul terreno migliaia di combattenti. La vittoria andò 57 anni fa, nella battaglia cruentissima battaglia, ai Marines degli Stati Uniti, e il nome di Guadalcanal, entrò a far parte delle pagine della storia dell'ultimo conflitto come il primo riscatto totale degli americani nei confronti della potenza bellica giapponese.

Nei libri di storia americana entrò anche un ragazzo di nome John Basilone, americano naturalizzato e figlio di emigranti italiani residenti a Raritan, cittadina del New Jersey. All'epoca dei fatti aveva 29 anni ed il grado di sergente. Divenne il primo militare americano decorato con la medaglia d'onore del Congresso Americano: tre anni più tardi fu decorato anche con la Navy Cross della Marina, ma quella che venne premiata fu soltanto una bara; il ragazzo infatti era deceduto nella battaglia di Iwo Jima, il tracollo definitivo dell'esercito nipponico , prima delle devastanti bombe atomiche.

La storia di John Basilone riassume forse meglio di altre lo spirito con cui tanti figli di emigranti abbracciarono, durante l'ultimo conflitto, la causa americana. Nati da genitori che con fatica si erano integrati nella società nordamericana, avevano ereditato da questi l'intimo ringraziamento per l'occasione offerta e la certezza di combattere per una causa comunque giusta. Anche John era figlio dell'emigrazione massiccia nel Nuovo Mondo. Il padre, Salvatore, era nato a Benevento, in Campania, e si era portato dietro l'arte della sartoria; la madre, Dora Bencinvengo proveniva da una famiglia italo-americana originaria di Napoli e diede alla luce 10 figli. Tra questi John era il più dotato fisicamente. Il ragazzo amava lo sport e si dedicò con successo a varie specialità. A 17 anni chiese ai genitori di poter svolgere il servizio militare nel corpo dei Marines e partì per un periodo di 3 anni alla volta delle Filippine.

Nelle isole del Pacifico Basilone si distinse soprattutto per l'abilità nella boxe, diventando campione della categoria ultraleggera della Golden Glove Boxing (il suo soprannome era Manila John). Tornato a casa si dedicò a vari lavori nella zona di Raritan , paese di residenza, ma questo non gli impedì di tornare in divisa al momento dello scoppio della guerra con il Giappone. Era il 1940 e gli americani avevano appena subito lo smacco di Pearl Harbor: nella gente c'era rabbia e voglia di riscatto e l'America cercava modelli per pubblicizzare lo spirito libertario e nazionale.

Basilone, suo malgrado, si ritrovò ad essere il simbolo di quella nazione nel settembre del 1942. Nella fitta boscaglia tropicale di Guadalcanal, durante una tempesta, egli si ritrovò a dover fronteggiare un improvviso attacco nipponico. Trovatosi solo e circondato da due compagni seriamente feriti, Basilone affrontò con eccezionale coraggio gli attacchi di nemici in numero preponderante riuscendo a respingerli da solo e portando in salvo i commilitoni. Il gesto passò rapidamente di bocca in bocca trasformando il giovane italo-americano nell'incarnazione del mito nazionale. I giorni di John cambiarono radicalmente. Accolto trionfalmente dal sindaco Fiorello La Guardia (altro figlio dell'emigrazione italiana) al suo arrivo nell'aeroporto di New York, il sergente dei marines divenne il mezzo principale della campagna di arruolamento volontario. Ammaliati dalle convincenti parole di Basilone tanti ragazzi corsero a vestire la divisa e a buttarsi nell'infernale calderone della guerra.

Il ragazzo italo-americano girò in lungo e in largo gli Stati Uniti, si mostrò sul palco in compagnia delle celebrità cinematografiche dell'epoca, rilasciò fiumi di interviste, raccolse in favore del dipartimento della Difesa 1,5 milioni di dollari in pochi giorni..... ma non cambiò il suo carattere schivo e riservato. Alla folla che lo acclamava eroe egli ripeteva "che solo una parte della medaglia d'onore gli apparteneva, e che la gran parte apparteneva ai ragazzi morti in battaglia a Guadalcanal". In quei mesi di vita pubblica John trovò anche il tempo di sposare l'amata Lena Riggi.

Un matrimonio consumato in tutta fretta: dopo poche settimane il sergente era di nuovo in volo per partecipare alla fase conclusiva dell'avanzata americana nel Pacifico. Inquadrato in una neonata divisione di Marines, scese dal piedistallo per rivestire i panni del semplice soldato e partecipò alla battaglia di Iwo Jima, la più sanguinosa di quelle combattute dal corpo dei Marines nei 170 anni della sua storia. La battaglia infuriò per 36 giorni e gli americani persero 7000 uomini sulle nere spiagge dell'isola, cercando di liberare ogni singolo anfratto dalla disperata e fanatica difesa dei nemici. Basilone combattè fino all'ultimo con coraggio e abnegazione trovando la morte a causa dell'esplosione di una mina. E tornò a casa decorato una volta di più con medaglie alla vittoria, e all'eroismo.

Sepolto con i massimi onori nel cimitero di Arlington, a Washington, Basilone trovò nell'amico Philip Orlando un tenace conservatore della propria memoria: grazie a Orlando oggi, nella città di Raritan, è possibile sostare ai piedi di una statua raffigurante Basilone e dedicata al ricordo del figlio più caro di questa città del New Jersey. Un ricordo nel quale possono essere inseriti anche gli altri 11 italo-americani decorati con la medaglia d'onore del Congresso americano.

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