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Passaggio a Nord Ovest

Vita e morte del navigatore Giovanni da Verrazzano, scopritore di New York e preda dei cannibali

Misteriosa la nascita, misteriosa la vita e misteriosa la morte. Tutto, del passaggio terreno di Giovanni da Verrazzano contribuisce a dare il tono del vago e dell'indefinito, tutto fuorché l'esplorazione compiuta dal navigatore italiano sulle coste atlantiche di quelle che secoli dopo diverranno le spiagge di metropoli come New York o Boston.

Giovanni da Verrazzano nella Grande Mela presidia la sua memoria con un ponte e nel cuore degli americani è l'uomo che si è spinto per la prima volta alle latitudini del Maine, e del Canada, ma per il resto il grande mistero avvolge come un sudario i suoi passi umani.

Le poche notizie sulla nascita del navigatore pongono all'anno1485 la sua data di nascita. Incerti i genitori. Secondo vecchie ricerche, il neonato nacque dalle effusioni amorose di Pietro Andrea di Bernardo e Fiammetta Capella in quel di Firenze. Tali notizie però non sono state confermate da studi più recenti che invece propendono per un'altra città di nascita. Secondo queste ricerche il piccolo Giovanni sarebbe nato nella città francese di Lione da Alessandro di Bartolomeo di Verrazzano e da Giovanna Guadagni, il che non toglie nulla all'italianità del nostro essendo il Quattrocento un secolo pieno di famiglie mercantili fiorentine sparse nella città europee.

Sono fiorentini alcuni ricchi commercianti che finanziarono il primo viaggio di Colombo e molte altre spedizioni spagnole nel Nuovo Mondo; saranno fiorentini molti nobili accolti nella corte del re di Francia e protagonisti di molte vicende storiche francesi dei decenni a venire (vedi la strage degli Ugonotti). Il mistero della nascita del futuro navigatore si protrae e si allarga ai suoi primi anni di vita. Il suo nome, legato probabilmente alla vita itinerante della sua famiglia mercante, scompare dalle carte ufficiali per ricomparire soltanto nel 1508, quando accompagnerà l'esploratore Jean Aubert di Dieppe verso l'estremo nord del continente americano.

Stimato professionista della navigazione, viene assoldato dai reali del Portogallo per molte spedizioni in terre d'Oriente. Sono diverse le corrispondenze che narrano del Verrazzano come di un novello Vespucci o della sua amicizia con Magellano. Il Cairo, la Siria, il Mozambico vedranno più volte approdare i vascelli capitanati dal fiorentino "marittimo". E la sua fama crebbe a tal punto, tra gli esperti del mare, da divenire elemento fondamentale dello scacchiere politico-economico della Francia. Verrazzano nel 1522 fa infatti il suo ingresso ufficiale nella storia del mondo.

Nel febbraio di quell'anno il navigatore italiano ricevette in febbraio i suoi primi fondi per una spedizione al servizio del re di Francia, altri documenti descrivono le transazioni di affari del marinaio con i mercanti fiorentini presenti a Lione (Antonio Gondi) e a Rouen (Zanobi Rucellai). Nel 1523 lo stesso Giovanni da Verrazzano costituì una società d'affari insieme con altri otto mercanti, gli italiani Tommaso Guadagni, Guglielmo Nasi, Roberto Albizzi, Antonio Gondi e Giuliano Bonaccorsi, e i francesi Johan e François Le Buatier e Anthoine de Martigny, per realizzare un'attività commerciale con il Catai. Nell'Archivio del Dipartimento Seine-Maritime ancora oggi è custodito il documento comprovante il viaggio da intraprendere verso le coste delle Indie e del Catai.... ovvero verso quelle che erano i territori americani appena scoperti.

Grande fiducia fu data quindi a un marinaio "italiano" dalla corona francese e il tutto nel quadro di una strategia politica volta a spezzare il predominio navale della Spagna e dell'Inghilterra. Francesco I , re di Francia contava proprio sui mercanti fiorentini - verso i quali era in debito per l'ordine di carcerazione emesso per rappresaglia contro la città di Firenze - e sulla loro influenza nei traffici marittimi per ribaltare i pesi delle potenze marinare avversarie. Giovanni da Verrazzano partì per il continente americano nel 1524 forte di un appoggio incondizionato da parte del re francese, e garantito nelle sue spese finanziarie da un nutrito gruppo di benestanti connazionali.

Il suo primo viaggio verso le coste dell'America è entrato nella storia delle esplorazioni. Salpato da un isolotto dell'arcipelago di Madera il 17 gennaio del 1524 con la sola nave Delphina (l'unica superstite di una flotta comprendente quattro navi e poi ridotta a due per via delle guerre anglo-francesi), il navigatore navigò verso le coste americane con un vascello di 100 tonnellate e 50 uomini di equipaggio, per approdarvi dopo cinquanta giorni presso l'attuale Cape Fear nel South Carolina.

Puntata la prua verso la Florida, la nave tornò dopo poco tempo indietro per evitare di finire tra le braccia degli spagnoli. Tornati al punto di approdo, denominato "Selva Lauri", il 23 marzo la spedizione raggiunse la zona dell'attuale Cape Hatteras e nello specchio d'acqua prospiciente la striscia di terra che forma l'istmo il navigatore credette di individuare finalmente l'Oceano Indiano. Questo errore di valutazione si sarebbe trascinato negli anni seguenti condizionando numerose altre spedizioni ed entrò nella carta geografica del genovese Vesconte Maggiolo del 1527, nel globo di Girolamo da Verrazzano realizzato nel 1529 e in numerose altre cartografie dell'epoca.

Convinto in buona fede della sua scoperta il viaggiatore italiano costeggiò una costa americana che si apriva agli europei per la prima volta in tutta la sua bellezza. Il paesaggio fiabesco incise a tal punto sul capitano della Delphina da indurre lo stesso a battezzare Arcadia quello che attualmente tutti conoscono come Maryland. La nave si spinse poi fino all'attuale baia di Hudson, toccando per la prima volta la terra su cui sarebbe sorta dopo decenni la cittadina coloniale olandese di New Amsterdam, destinata a raggiungere i giorni nostri con il nome di New York. Altra tappa della Delphina fu la baia di Narragansett nella quale Verrazzano fondò la località del Refugio, ovvero l'attuale Newport.

Alla spasmodica ricerca del mitico passaggio (un obiettivo che perseguiterà i marinai per secoli!), il navigatore fiorentino costeggiò poi il Massachusetts, e oltrepassò Capo Cod per approdare nel Maine. In questa terra avvenne il primo contatto ostile con gli indigeni ("la mala gente" li avrebbe poi nominati nel suo diario il capitano) e poco dopo ebbe termine la spedizione con l'arrivo alla Terra di Bacalaos, conosciuta oggi come Terranova, e colonizzata alcuni anni prima da Giovanni Caboto. Da qui, finite anche le scorte di viveri, la nave francese salpò alla volta dell'Europa per fare ritorno a Dieppe nel mese di luglio.

Avvilito per non aver trovato il tanto agognato passaggio per le Indie Orientali, il navigatore scrisse tuttavia una relazione dettagliata sulla sua spedizione ed ottenne un nuovo finanziamento per proseguire ulteriormente nella ricerca. Francesco I fu in realtà alquanto lusingato dai toponimi scelti dal navigatore italiano per denominare i luoghi appena visitati e non frappose indugio alla costruzione di altre due navi. Fu però la recrudescenza della guerra navale anglo-francese a distrarre dalle loro funzioni iniziali i due bastimenti che quindi presero il mare per scontrarsi con le navi nemiche.

Furono i mercanti italiani residenti in Francia, stimolati dai tentativi del veneziano Caboto, al servizio dell'Inghilterra, a finanziare nel 1526 un nuovo viaggio da affidare alle ormai esperte mani di Verrazzano. L'incarico del comando della spedizione, ancora oggi visibile nelle Raccolte Colombiane, gli fu comunicato da Philippe Chabot e Verrazzano partì, per il suo secondo viaggio alla ricerca del passaggio per le Indie alle latitudini meridionali.

Ancora una volta il mistero si impadronisce delle gesta di questo sfortunato esploratore, costretto ad navigare per la flotta più esposta alle intemperie della sorte geopolitica (si doveva navigare eludendo le numerose flotte spagnole e le navi della Filibusta agli ordini della regina d'Inghilterra). Molti studioso perdono le tracce di Verrazzano. Fonti portoghesi invece segnalano le due navi del fiorentino in Florida e in parte delle coste brasiliane, per arrivare all'Oceano Indiano. Sicura è soltanto la notizia del naufragio di una delle due navi durante il tragitto di ritorno.

Il terzo e ultimo viaggio di Verrazzano iniziò nel 1528. Il fiorentino approdò in Florida per poi puntare verso sud, sulle coste del Darién: qui trovò la morte il navigatore, subendo per se stesso uno dei più atroci destini. Catturato da indigeni antropofagi, Verrazzano venne torturato e divorato, il tutto alla vista impotente del fratello Girolamo, bloccato sulla sua imbarcazione. Una morte gloriosa, da martire dell'esplorazione che ancora una volta viene avvolta dal mistero. Diverse infatti sono le voci che indicano nei pirati la cattura e negli spagnoli l'esecuzione mortale.

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