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L'Equipe sara' nuovamente negli States dal 1 settembre al 20 settembre 2015
 

Chi fosse interessato a una presentazione dei libri: Ciaoit e Superciaoit

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Il geografo della grande Colombia

Agostino Codazzi contribuì militarmente, tecnicamente e culturalmente alla nascita di Venezuela, Ecuador e Colombia

America del Sud, primi anni dell'Ottocento: due figure solitarie si muovono tra le immense terre in gran parte ancora inesplorate delle foreste equatoriali e dei rilievi andini. Il primo lascer√† il suo segno in un toponimo geografico: Alexander von Humboldt dar√† infatti il pi√Ļ grande contributo scientifico alla presenza europea in Sudamerica; il secondo lavorer√† per la Grande Colombia e in seguito per il Venezuela, la Colombia e l'Ecuador: Agostino Codazzi, da Lugo di Romagna rappresenter√† il grande topografo del Continente Sudamericano.

I due si conoscono e si stimano vicendevolmente, ma nulla accomuna le loro vite se non la smisurata sete di conoscenza.

Agostino Codazzi nasce il 12 luglio del 1793 da Domenico Mario e Costanza Bartolotti. Come quasi tutti i ragazzi nati alla fine di questo secolo, Agostino abbraccia la causa napoleonica correndo volontario alle campagne militari del condottiero francese.

Siamo nel 1810: Codazzi ha frequentato a Lugo le scuole primarie e a Bologna è di stanza l'Esercito del Regno d'Italia. Agostino Codazzi si arruola nel corpo di Artiglieria a cavallo e questa scelta sarà fondamentale per tutto il proseguo della sua vita. In quanto artigliere infatti, viene inviato a frequentare la Scuola Teoretico-Pratica di artiglieria a Pavia imparando tutte quelle nozioni insite nell'uso del terreno. Matematica, Geometria, chimica metallurgica, disegno di fortificazioni, agrimensura, trigonometria...... un bagaglio vastissimo che tornerà utile dopo qualche anno in terra sudamericana.

Terminato il corso teorico Codazzi partecipa alle battaglie napoleoniche. A Koenigswarts, Bautzen, Dennewitz, Borienbare il giovane italiano conosce la tragedia della guerra, distinguendosi dagli altri per la preparazione tecnica. Hanau, Lipsia e battaglia delle Nazioni sono gli altri appuntamenti bellici cui non manca il ravennate ma l'era napoleonica è alla fine e migliaia di soldati che hanno servito lo stratega francese rimangono senza un lavoro. Anche Codazzi si trova tra questi: egli tenta di inserirsi nell'esercito inglese ma dopo un anno di attesa per una possibile guerra, viene congedato con il grado di sottotenente per lo scioglimento della formazione volontaria.

Ma Codazzi in questo caso è fortunato: gli viene infatti pagata una notevole somma a titolo di liquidazione, somma che egli investe subito nell'acquisto di merci da portare a Costantinopoli. La fortuna, nel viaggio, gli volta le spalle e l'ex napoleonico naufraga - ironia della sorte - all'altezza di Itaca. Nell'isola di Ulisse Codazzi si inventa un lavoro di imbianchino il tempo necessario per poter riprendere il viaggio verso Costantinopoli. Nell'odierna Istanbul l'irrequieto italiano conosce un altro romagnolo, Costante Ferrari e i due non possono far altro che cercare lavoro nel settore militare. Sia i turchi che i persiani rifiutano la professionalità degli italiani i quali, con uno straordinario viaggio raggiungono l'Olanda, attraversando la Grecia, la Moldavia, la Valacchia, la Prussia, la Polonia e la Danimarca. Ed è qui che inizia la loro avventura di emigranti del Nuovo Continenti.

Giunti a Baltimora, Codazzi e Ferrari si spostano presto in Venezuela offrendo anche qui l'unica professionalità che possiedono. Per i due romagnoli è però un'occasione speciale: siamo nell' epoca dei grandi ideali nazionali e romantici e sulla terra sudamericana si combatte per l'affrancamento dal dominio (logorato) della Spagna. Codazzi e Ferrari partecipano attivamente alla nascita della Grande Colombia e in cambio ottengono la possibilità di dedicarsi finalmente al commercio.

I due commerciano in prodotti coloniali e tra il 1821 ed il 1822 accumulano una discreta fortuna da poter acquistare una tenuta in Italia, a Massalombarda (Ravenna). La fortuna sorride ai due soci per alcuni anni ma una gestione poco accorta delle entrate finanziarie li rigetta in una situazione economica precaria.

A questo punto le strade si dividono e Codazzi torna ad imbarcarsi alla volta della Grande Colombia: egli ha ormai intuito che il suo destino professionale si realizzerà in terra sudamericana. Codazzi torna a lavorare per l'esercito colombiano ma questa volta gli viene riconosciuta finalmente la grande attitudine ai rilievi topografici e gli viene affidato l'incarico di procedere alle misure topografiche della zona di Maracaibo. I risultati ottenuti in questo lavoro sono talmente apprezzati da indurre i massimi gradi dell'Esercito a affidare a lui il delicatissimo compito di tracciare le linee di confine tra i tre stati (Venezuela, Ecuador, Colombia) in cui si fraziona la Grande Colombia. Codazzi è chiamato anche a scegliere la propria "nazionalità" e opta per il Venezuela. Il presidente dello neonato stato americano, José Antonio Pàez, oltre a nominarlo capo di Stato Maggiore, gli affida un altro compito essenziale nella cartografia sudamericana: la redazione di un atlante delle undici province della nazione appena costituita.

Codazzi si tuffa in quella che è la sua vera vocazione con impeto pari alla competenza ma negli anni successivi al 1830 viene ripetutamente fermato nei suoi rilievi per riprendere le armi contro i "signorotti" locali (i cosiddetti caudillos) e sedarne le numerose rivolte. Soltanto nel 1839 Agostino Codazzi riesce finalmente a dare alle stampe il suo "Prospecto de un plano general de Venezuela...".

L'opera, da cui verr√† tratto l'Atlas f√¨sico y politico de Venezuela, ed il Res√Ļmen de la Geografica de Venezuela, riscuote un grandissimo successo presso l'Accademia della Scienza di Parigi e viene pubblicata dalla casa editrice Thierry-Fr√®res. L'Atlas di Codazzi √® un'opera geografica completa nella sua guida al territorio, con richiami prospettici e tavole riassuntive volti a chiarire tutti gli aspetti di ricerca territoriale. Invitato dalla Soci√©t√© de G√©ographie di Parigi, Codazzi riceve in Francia ulteriori apprezzamenti per un'opera che finalmente fissa sulla carta le numerose spedizioni effettuate nei decenni precedenti. Proposto quale vincitore del premio annuale dell'istituzione scientifica, Codazzi ottiene apprezzamenti lusinghieri dallo stesso Alexander von Humboldt e si imbarca quindi con tutti i gli onori per far ritorno in Venezuela.

Il governo sudamericano lo aveva sollecitato a preparare un piano di colonizzazione e Codazzi si mette all'opera presentando il suo particolare piano di incremento demografico: guerre, terremoti, epidemie avevano infatti decimato la popolazione venezuelana facendo da contraltare ad una forte richiesta di espatrio da parte di numerosi europei. Con l'aiuto di altre personalità europee e venezuelane Codazzi individua in una vallata vicino Aragua il territorio adatto all'insediamento degli emigranti e avvia il progetto di colonizzazione.

Per tale opera meritevole l'italiano viene nominato governatore della provincia di Barinas, incarico che deve abbandonare per via di uno dei tanti colpi di stato che inizieranno a flagellare il Sudamerica. Rifugiatosi a Santa Fé di Bogotà, Codazzi è costretto ad accettare nuovamente un incarico militare e soltanto in un secondo momento, nel 1850-52 riesce a riprendere le sue ricerche geografiche nella zona della Cordigliera Centrale. Da Londra intanto arriva una richiesta di ispezione geografica per la realizzazione di un canale transoceanico. Il romagnolo accetta ovviamente l'incarico descrivendo dettagliatamente la possibilità di costruire un passaggio attraverso la rete idrografica di quel territorio.

Nel 1854 l'opera del Codazzi raggiunge il suo apice nella partecipazione all'individuazione del miglior tracciato del futuro canale Panama: questo sarà costruito seguendo tutte le indicazioni prospettate dall'italiano nei suoi numerosi studi, escludendolo però da qualsiasi menzione ufficiale.

Siamo nel 1855; un nuovo colpo di stato squarcia la vita dei paesi sudamericani e Codazzi torna di nuovo all'incarico militare nel quale si distingue venendo promosso generale. Il suo lavoro geografico riprende dopo la guerra e si incentra sulle province andine della Colombia. La vita di Codazzi prosegue per altri anni nella continua esplorazione dei territori amazzoni e andini della Colombia e dell'Ecuador e nel 1857 il lavoro raggiunge il suo culmine con la pubblicazione di un'opera geografica generale di 600 pagine. √ą il compendio di una lunga serie di scoperte. Ed √® il prologo della fine per l'avventuroso romagnolo. Partito alla volta di un'ennesima esplorazione all'interno della Cordigliera andina, Codazzi attraversa foreste insalubri infestate dalla malaria. Sar√† l'ultima grande avventura: l'italiano viene infatti colpito dalla febbre malarica morendone il 7 febbraio 1859 in localit√† Espiritu Santu, da tutti conosciuto oggi come villaggio Codazzi.

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