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Alessandro Malaspina, primo italiano a Vancouver

Tutti ricordano i nomi dei grandi navigatori ed esploratori che hanno fatto la storia dell'America. Colombo, Caboto, Vespucci, Magellano, sono entrati nell'immaginario collettivo con le loro imprese intrise di avventura. Così non è successo ad altri navigatori, altrettanto temerari, ma meno fortunati nel lasciare un'impronta del loro passaggio. È quanto successo a Verrazzano, navigatore fiorentino finito in pasto ai cannibali, o a Malaspina, relegato in un angolo della grande storia del Mondo.

Arrivati nella Columbia Britannica, è probabile per il turista attraversare lo stretto di Malaspina, che collega la terraferma all'isola di Vancouver. Da quelle parti Malaspina vi giunse nel 1791, navigando al servizio della Spagna e alla ricerca del mitico passaggio a NordOvest, idealizzato da tanti marinai ed esploratori. Il nome dello stretto è tutto quel che resta in America del Nord di una straordinaria avventura marittima iniziata alcuni anni prima e conclusasi prima con un trionfo e poi con l'umiliazione del carcere per il grande esploratore italiano.

Alessandro Malaspina, capitano di vascello di S.M. Carlo IV di Spagna, finì infatti nella polvere della storia nella notte del 23 novembre 1795 e soltanto l'intervento diretto di Napoleone Bonaparte riuscì a cancellare, anni dopo, l'umiliante e ingiustificata galera.... condannato dai capricciosi giochi di potere della corte di Spagna!

La vita di Malaspina era iniziata professionalmente sotto ben altre stelle. Nato a Mulazzo, in provincia di Massa Carrara il 5 novembre 1754, Alessandro era uno dei 13 figli di Carlo Giuseppe Murello marchese di Malaspina e di Caterina di Giambattista Melilupi, marchesa di Soragna. Discendente dei signori di Malaspina, un feudo appartenente alla famiglia fin dal 1202 - la tradizione vuole che nella rocca di Mulazzo Dante componesse il primo cantico della Divina Commedia-, Alessandro seguì la famiglia nella nuova temporanea destinazione di Palermo. Nel capoluogo siciliano operava infatti lo zio materno della moglie, Giovanni Fogliani, marchese di Pellegrino e di Castelnuovo de Terzi, allora viceré di Sicilia.

Il giovane Malaspina venne iscritto nel collegio carolino de' Nobili di Palermo, insieme al fratello Luigi. Il ritorno a Mulazzo dei genitori segnò per Alessandro il distacco dagli affetti familiari ma a Palermo aveva trovato nello zio un grande amico. Fu proprio lui ad intuirne le grandi doti di intelligenza ed a inserirlo nella marina reale di Spagna. Il giovane aveva del resto un grande versatilità nella scienza e nelle lettere, ed era dotato di notevole spirito avventuroso, un binomio felice per chi voleva solcare i mari.

Il toscano iniziò così la sua carriera militare distinguendosi subito, a poco meno di 18 anni, nella difesa di Melilla, assediata dall'imperatore di Marocco. La carriera militare di Malaspina continuò con successo nella guerra che vide opposte Francia e Spagna all'Inghilterra avanzando al grado di capitano di Fregata. Terminata la guerra partì alla volta di Manila, nelle Filippine, da cui fece ritorno nel 1784. Il toscano riprese poco dopo il mare alla volta di una prima circumnavigazione della Terra, toccando con la sua fregata Astrea Capo Horn, la costa del Perù, le isole Filippine. L'impresa gli valse la nomina a capitano di vascello.

Il ministro della Marina spagnola, don Antonio Valdés, aveva intanto presentato al nuovo re Carlo IV un progetto di riorganizzazione di tutti i possedimenti coloniali della corona. Per fare questo occorreva un uomo dotato di grande conoscenza geografica, unita ad una notevole cultura: il nome di Malaspina trovò d'accordo!

Al navigatore italiano si chiese di raccogliere tutte le notizie inerenti gli aspetti geografici delle terre spagnole e l'impresa non era certo di poco conto, viste le entità dei possedimenti. Malaspina accettò con orgoglio l'incarico e si preparò con scrupolo all'impresa chiedendo consigli ad una nutrita schiera di scienziati italiani. Una volte ricevute tutte le delucidazioni sulle ultime teorie scientifiche, egli partì con due corvette dal nome significativo: la Descubierta e l'Atrevida. Imbarcò anche diversi uomini di scienza, come il botanico Luis Nee, il naturalista Taddeo Haenk, e tre pittori (Giovanni Ravenet, D.Fernando Brambilla, Giuseppe Cordero), affidando il comando della seconda corvetta a don José Bustamante. Il viaggio delle due corvette fu straordinario: toccata Montevideo, passarono per Rio del Plata, costeggiarono la Patagonia, attraversarono Capo Horn arrivando in Cile. In questo primo tratto venne compiuta una intensa operazione di ridefinizione cartografica.

Le corvette proseguirono poi verso il nord del Continente americano costeggiandolo fino al Monte S.Elia, in Alaska; da anni si narrava di un passaggio marittimo situato nel Nord-Ovest del continente e anche l'italiano cercò di risolvere l'enigma. Dopo settimane di inutile ricerca dovette rinunciare all'impresa e tornare ad Acapulco, dirigendo le due imbarcazioni verso le isole Marianne, l'isola di S.Bartolomeo, la Nuova Olanda, le isole Mindoro, Panay, Negros, Mindanao, le isole degli Amici e ritornando verso le sponde americane (Lima, Buenos Aires) ed europee dopo 5 anni, 1 mese e 21 giorni di navigazione.

Il successo della spedizione fu totale e il nome di Malaspina assurse ai fasti della corte reale. Troppo in alto per una parte dell'intrigante corte spagnola. L'italiano era un uomo ambito dalla nobiltà di palazzo e si ritrovò così suo malgrado al centro di un perverso disegno di congiura, destinato a trascinarlo nella polvere. Malaspina venne arrestato improvvisamente nella notte del 23 novembre 1795 e con lui vennero arrestati il letterato padre Emanuele Gil (membro dell'accademia delle Scienze) e Maria Fernanda O'Connock, moglie del marchese Torres di Matallana, dama della regina Maria Luigia. Tutti e tre furono internati con l'accusa di complotto contro lo stato.

Vittime di un perverso gioco ordito dalla regina ai danni del primo ministro don Manuel Gody, duca d'Alcudia, amante caduto momentaneamente in disgrazia agli occhi della sovrana, gli accusati vennero condannati al carcere senza poter dimostrare la propria innocenza. Malaspina pagò di persona un reato non commesso e pur fiducioso nella giustizia dovette subire 10 anni di reclusione.

Personaggio scomodo (egli era a conoscenza della relazione adulterina della regina), Malaspina dovette subire perfino l'onta della diffamazione. Fu riabilitato soltanto anni dopo, utilizzato da Napoleone proprio come arma contro re Carlo IV (Napoleone minacciò di rivelare i facili costumi dei sovrani). Tornato liberò l'italiano rifiutò di partecipare al governo della Repubblica Italiana e deciso di tornare nella città natale. Trascorse gli ultimi anni della propria vita lottando contro il fratello Luigi che aveva dilapidato tutto il patrimonio di famiglia. Sconfitto anche in questa guerra legale visse in una pensione di Pontremoli fino alla morte. Schiacciato dall'avversità e ferito nel fisico dalla lunga reclusione, morì il 9 aprile 1810.

Alessandro Malaspina lasciò dietro di sé numerosi scritti, riuscendo anche a pubblicare qualche testo scritto in carcere; furono infatti editi diversi scritti sulla numismatica e sulla filosofia. L'opera di Malaspina venne però riesumata in tutta la sua importanza soltanto dopo molti anni di silenzio. Nel 1854 vennero pubblicate le sue note di viaggio, e all'interno di esse vi si trova anche il primo progetto di un istmo di Panama; il nome di Malaspina venne finalmente rivalutato rendendo giustizia ad un navigatore capace di sfidare il mare più delle corti reali.

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